mercoledì 8 dicembre 2021

GIORNO 11 DI AVVENTO – PERCHE' IN VIAGGIO?

“Siccome Giuseppe era di stirpe reale, doveva andare in Giudea, a Betlemme, paese natale del re Davide. Era quindi necessario che si mettesse in viaggio da Nazaret di Galilea verso Betlemme. Giuseppe prese con sé Maria, sua moglie, che in quel periodo era in avanzato stato di gravidanza. Mentre si trovavano a Betlemme, fu tempo che il bambino nascesse,  e Maria diede alla luce il suo primo figlio, un maschio.” (Luca 2:4-7 a PV)

Immaginati di essere una donna al nono mese di gravidanza, e tuo marito ti dice: “Dai, cara, prepara le valige che le metto in macchina; si torna a casa dei miei”. Quale sarebbe la tua reazione? Di certo non saresti felice della decisione di tuo marito. Ma se ci fosse una legge che ti impone entro breve tempo di andare al comune dove lui è nato, pena l'avere problemi con il governo locale, non ci sarebbero alternative. Dovresti fare i bagagli e partire.

Questa era la situazione in cui si trovava Maria. Cosa avrà portato con se? Avrà messo nei bagagli qualche lenzuolino di lino da usare durante l'eventuale parto? E cosa metterci dentro come vestiti per coprire il neonato? E quella radice che le  ha dato la cugina, che fa un gran bene per le nausee, l'avrebbe portata? E magari un paio di forbici per tagliare il cordone...

Non viaggi a cuor leggero quando sai per certo che uno dei metodi usati per stimolare il parto è proprio viaggiare... e tu sei al nono mese!

Perché, allora, Dio permette che la decisione di un lontano imperatore a Roma, che tiene schiava la tua gente, obblighi te e tuo marito ad un viaggio così lungo e così scomodo dato il tuo stato? Eppure l'angelo ti aveva detto che eri “favorita dalla grazia” e che il Signore era con te! Non ti pare proprio che Dio stia dalla tua parte!

Dio non fa mai le cose a caso. All'epoca di Gesù,  i primogeniti maschi, dopo essere stati circoncisi all'ottavo giorno e avere atteso i tempi per la “purificazione”, secondo la legge mosaica dovevano essere presentati al tempio per essere consacrati al Signore. Molte volte, piuttosto che recarsi a Gerusalemme, affrontando un viaggio costoso e pericoloso, i genitori si recavano nella sinagoga della città dove vivevano.

Ma Gesù non poteva che essere presentato laddove c'era la presenza fisica di suo Padre, ovvero nel Tempio di Gerusalemme. Doveva essere presentato là, anche perché Dio aveva già predisposto che, nel Tempio, sarebbe stato presente un anziano uomo chiamato Simeone che avrebbe preso in braccio il neonato e gridato dinanzi a tutte le persone presenti  che quello che Maria e Giuseppe stavano presentando non era un semplice bambino, ma la salvezza e la luce che scendeva sulla terra. E là sarebbe stata anche la profetessa Anna, che avrebbe parlato di Gesù a tutti quelli che stavano aspettando la redenzione di Dio. In tal modo il popolo avrebbe saputo che era giunto il Messia, e la notizia sarebbe corsa di voce in voce per tutto il paese.

E per rendere tutto ciò possibile, Maria non poteva trovarsi a Nazareth, oltre cento chilometri dal Tempio, ma a doveva trovarsi a Betlemme, a nove chilometri dal Tempio.

Come esseri umani, quasi mai capiamo quale logica governi i piani di Dio; ma noi vediamo la strada, e, per quanto la nostra vista possa essere acuta, non può andare oltre la prima curva. Dio invece, in volo sui tempi, vede l'intero percorso dall'alto, e stabilisce lui gli incroci dove dobbiamo svoltare per adempiere al suo perfetto volere.

E sta a noi fidarci, e affidarci alla sua mente perfetta.

“Il cuore dell’uomo medita la sua via, ma il Signore dirige i suoi passi.” (Proverbi 16:9)

DOMANDE PER TE

» Hai mai avuto dubbi su ciò che Dio ti stava chiedendo di fare? Se si, quando?

» Quali sono le cose più “strane” che Dio ti ha chiesto di fare? Se hai obbedito, quali frutti hanno portato?

» Cosa ti sta chiedendo Dio in questo Natale di fare che ti pare non avere un senso logico? 



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martedì 7 dicembre 2021

GIORNO 10 DI AVVENTO – PERCHE' DI NOTTE?

“Quella notte, nei campi fuori dal villaggio cʼerano alcuni pastori che sorvegliavano le loro greggi. Improvvisamente un angelo apparve in mezzo a loro, e la gloria del Signore li avvolse di luce. I pastori erano molto spaventati, ma lʼangelo li rassicurò. «Non temete!» disse. «Io vi porto la più bella notizia che sia stata mai annunciata; questa notizia darà grande gioia a tutti! Il Salvatore, proprio il Messia, il Signore, è nato stanotte a Betlemme! Come potete riconoscerlo? Troverete un bambino avvolto in una coperta, che giace in una mangiatoia». (Luca 2:8-12 PV)

La notte ha da sempre rappresentato per l'uomo un ostacolo quasi insormontabile; siamo creature diurne, i nostri occhi non sono progettati per adattarsi a vedere nell'oscurità, come invece lo sono quelli di molti felini o di molti rapaci notturni. 

Di certo le notti dei nostri antenati erano costellate da incubi e dalla ricerca di un nascondiglio abbastanza sicuro per se stessi e per i propri cari dove attendere l'alba e non essere attaccati  dai predatori notturni. Poi, con l'arrivo del fuoco, le cose cambiarono un poco; la fiamma accesa imitava in minuscola parte i raggi del sole, rischiarava qualche metro attorno e permetteva di vedere  e prevenire gli attacchi delle fiere, ed in parte le scoraggiava, facendole sentire esposte e mancanti dell'effetto sorpresa. Non era il massimo, ma già era qualcosa Ma, per avere la protezione della luce proveniente dal falò, bisognava che esso fosse costantemente alimentato; e per questo, a turno, qualcuno si privava del sonno pur di proteggere gli altri e se stesso, continuando a mettere legna sul fuoco.

Sono di notte che si svolgono le peggiori attività umane: di notte si ruba nelle case, di notte si spaccia droga, di notte donne ed uomini vengono costretti a vendere i propri corpi per denaro. Di notte alcuni stanno svegli, per navigare sui siti a luci rosse, o su quelli dei giochi d'azzardo, o nel “dark web” per acquistare armi o scambiarsi immagini pedofile.

La notte fa così spavento e rende insicuro l'uomo tanto da definire uno stato d'animo: “Ho la notte dentro” si dice quando qualcosa in noi non va.

Eppure la notte non era stata studiata per questo all'inizio: fu creata nel primo giorno, quando Dio separò la luce dalle tenebre. E il quarto giorno 

“Dio fece le due grandi luci: la luce maggiore per presiedere al giorno e la luce minore per presiedere alla notte; e fece pure le stelle. Dio le mise nella distesa dei cieli per illuminare la terra, per presiedere al giorno e alla notte e separare la luce dalle tenebre. Dio vide che questo era buono.”. (Genesi 1:16-18)

Fu di notte che Dio chiamò fuori della sua tenda Abraamo e , facendogli vedere le stelle nel cielo, gli promise una stirpe numerosa tanto quanto la volta celeste. Fu sempre di notte che Dio chiamò Samuele a servirlo. 

Dio ha creato la notte per darci riposo, non terrore; ed è per quello che, ancora una volta, decide di sovvertire la logica umana, che vede la notte come un periodo negativo e pericoloso, per trasformarla in qualcosa che porti gioia e salvezza.

L'arrivo di Gesù è accompagnato dalla luce: quella che guiderà i Sapienti alla stalla, e quella che sveglierà i pastori nei campi, a dimostrare che con la nascita del Salvatore la notte non avrà più il potere di farci paura. Nessuna notte lo potrà più fare, soprattutto quella “notte dentro” che il genere umano ha sviluppato nei millenni e col rifiuto di ascoltare il proprio Creatore.

E sarà ancora di notte, nel Getsmani, che Dio vincerà per sempre la natura umana, piegandola al volere divino, quando Gesù deciderà di bere il calice doloroso che ci avrebbe liberato dalla nostra notte. 

Ben più di un falò per rischiare la notte, ma una luce immensa e che sarebbe stata alimentata in eterno dalla sua presenza sotto forma di Spirito Santo.

“Dio è luce e in lui non ci sono tenebre di sorta.” (1 Giovanni 1:5)

DOMANDE PER TE

» Quale notte ti spaventa in questo momento? Perché?

» Cosa fai quando hai paura del buio? Dove trovi conforto?

» Quali persone conosci nella tua vita che stanno vivendo una notte profonda senza la luce di Gesù? Cosa puoi fare per loro in questo Natale? 

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lunedì 6 dicembre 2021

GIORNO 9 DI AVVENTO – PERCHE' UN BAMBINO?

«Non aver paura, Maria!» le disse lʼangelo, «perché Dio ha deciso di benedirti in modo meraviglioso! Fra poco sarai incinta e avrai un figlio maschio, che chiamerai Gesù...Lo Spirito Santo scenderà su di te e la forza di Dio ti coprirà con la sua ombra, perciò il tuo bimbo sarà assolutamente santo, il Figlio di Dio.  Non è tutto. Sei mesi fa, tua cugina Elisabetta, che chiamavano “la sterile”, è rimasta incinta nonostante lʼetà. Vedi, ogni promessa di Dio si avvera sicuramente!» (Luca 1:31, 35-37 PV)

Immaginati di essere una donna in avanti con gli anni dell'anno zero, in Giudea. La cultura dove sei nata vuole che, se non riesci ad avere un bambino, quello significa che in te “c'è qualcosa che non va”: sei sterile, e ciò rappresenta un giudizio divino sulla tua vita, su ciò che hai fatto, su come ti stai comportando. Anche se di fuori puoi sembrare a tutti la migliore persona del mondo, nel segreto l'hai combinata grossa, e Dio ti ha punito. Per il mondo ora sei “la sterile”. E' un giudizio. Definitivo.

Immagina ora di essere una quasi adolescente del medesimo anno zero. Hai da poco iniziato ad avere il ciclo: sei fidanzata e stai per sposarti ma, come vuole la legge, non ti azzardi neppure a pensare di andare a letto prima del matrimonio col tuo fidanzato: Dio ha detto 

“Non commettere adulterio” (Esodo 20:14)

e quello contempla anche il sesso prima del matrimonio. Lo scrittore di Ebrei dirà più tardi : 

“Rispettate il matrimonio e siate fedeli, perché Dio sicuramente punirà gli immorali e gli adulteri.” (Ebrei 13:4). 

Se hai un figlio prima del matrimonio, il popolo di giudicherà. La tua vita sarà macchiata. Per sempre.

Eppure la mancanza di un figlio dovrebbe essere compatita, non giudicata, come l'arrivo di un figlio, in qualsiasi stato civile una si trovi, sposata o meno,  dovrebbe essere una gioia, non un problema.

Dio, come sempre, decide di essere differente. Differente dalle sue creature. Fare l'opposto. A colei che è sterile e in avanti con gli anni, darà un figlio come premio alla sua fedeltà ed a quella di suo marito, poiché servono nel tempio e credono nelle sue promesse. A colei che è appena sbocciata alla fertilità darà un figlio, come premio alla sua verginità, al fatto di non seguire l'andazzo del mondo che vede molte  “starci attente”, ed avere rapporti con il fidanzato senza rimanere incinte; la premierà, poiché lei obbedisce alle sue leggi.

Un bambino, all'epoca di Elisabetta e Maria, era un premio; comunque la si veda. Voleva dire avere sostegno in casa, due braccia in più per aiutare, ed una vecchiaia sicura; quando non sarai capace di fare più nulla da te, tuo figlio ti sosterrà.

E noi? Ci meritiamo un bambino? Ci meritiamo un figlio? Ci meritiamo che il mondo non ci veda più come “sterili”? Ci meritiamo il premio per la nostra fedeltà, per il nostro servizio? O per la nostra obbedienza?

Dio, come sempre, decide di essere differente, di non punirci della nostra sterilità di animo, delle nostre varie infedeltà, di tutte le volte che ci ha chiamato a servirlo ed abbiamo detto di no. E di tutte le nostre disobbedienze. Piccole o grandi che siano. Il profeta Daniele dice che 

“...non abbiamo implorato il favore del Signore, del nostro Dio. Non ci siamo ritirati dalla nostra iniquità e non siamo stati attenti alla sua verità.” (Daniele 9:13). 

Eppure 

“...un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle. (Isaia 9:5” E  “Il suo potere si fonderà sul diritto e sulla giustizia per sempre.” (Isaia 9:6 b TILC).

Dio decide di fare in una maniera differente. E, anche se non ce lo siamo meritati, manda un bambino, per salvarci da noi stessi.

"Vedi, ogni promessa di Dio si avvera sicuramente!" (Luca 1:37 PV)

DOMANDE PER TE

» Come giudichi da 1 a 10 la tua obbedienza ai comandamenti e alle richieste di Dio?

» Come testimonierai di quel bambino in questo Natale alle persone che si sentono “giuste” anche senza di lui?

» Cosa devi fare di concreto nella tua vita attuale per dimostrare gratitudine a Dio perché ha deciso di fare in maniera differente?

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domenica 5 dicembre 2021

GIORNO 8 DI AVVENTO – LA GIOIA DEGLI ANGELI

“E gli apparve un angelo del Signore, in piedi alla destra dell’altare dei profumi.  Zaccaria, vedendolo, fu turbato e preso da spavento.  Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita; tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Giovanni..” (Luca 1:11-13)

“E quando l’angelo fu entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te».  Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto.  L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.” (Luca 1: 28-30)

“Ma mentre aveva queste cose nell’animo, un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua moglie; perché ciò che in lei è generato, viene dallo Spirito Santo.” (Matteo 1:20)

“E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore.  L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà...E a un tratto vi fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nei luoghi altissimi e pace in terra agli uomini che egli gradisce!»” (Luca 2:9-10, 13-14)

Diciamolo francamente: vedersi materializzare dal nulla un “estraneo” di fianco a te, non è la cosa più rassicurante che possa esistere! Non sappiamo davvero come apparvero gli angeli ai vari protagonisti della storia del Natale. Zaccaria, Maria, Giuseppe, i pastori, tutti ricevettero la visita di uno di loro (forse lo stesso). Luca e Matteo non dicono che apparvero in cielo, ma che si presentarono chi entrando per la porta, chi apparendo vicino all'altare, chi  camminando.  Se leggi la Bibbia, vedrai che gli angeli compaiono quasi sempre così, come esseri umani, per portare un annuncio da Dio... e poi, così come sono venuti dal nulla, nel nulla spariscono.

Gli angeli lo sanno che possono spaventare a morte le persone: è per questo che dicono sempre a chi visitano di non avere paura.

Tra tutti i protagonisti della storia del Natale, cosa  possiamo imparare  dagli angeli? Cosa hanno da insegnarci sulla gioia nel in mezzo dell'incertezza?

Gli angeli erano gioiosi perché avevano un vantaggio: sapevano  che il re stava davvero arrivando. Sapevano ciò che il mondo non sapeva ancora: la speranza stava arrivando.

Noi possiamo gioire perché sappiamo, attraverso la Bibbia, che la battaglia finale è già stata vinta da Gesù... ma Zaccaria, Maria, Giuseppe, i pastori, non avevano ancora questo privilegio; per questo servivano gli angeli; per rassicurare quelle persone che Dio era in controllo, che il piano era benevolo, e la vittoria sicura. E serviva non uno solo, ma un'intera comunità di angeli per rafforzare questo.

Le schiere di angeli che servono sono la proiezione in cielo di ciò che è la vera comunità di credenti in terra; servitori di Cristo, inviati di Dio, portatori di un messaggio benevolo.

Quando stai attraversando un periodo  buio, a volte, potresti pensare di non riuscire a trovare le parole di gioia e speranza dentro di te per elevarle a Dio. In quei momenti, ti serviranno gli angeli. Ma quelli li manda solo Dio: può capitate, ma sarà più facile che ti mandi altri suoi servitori, nella forma di fratelli e sorelle in Cristo che appartengono alla tua comunità. E' per questo che è importante averne una, e frequentarla assiduamente in forma “fisica” e non virtuale! Il web può essere di grande aiuto, ma nulla potrà mai sostituire due braccia che ti cingono o due occhi che piangono assieme a te. 

Anche quelli sono “angeli”, messaggeri di Dio per confortare chi crede.

DOMANDE PER TE

» Ti è mai capitato di incontrare qualcuno o qualcuna che non avevi mai conosciuto, e che non hai più avuto modo di frequentare dopo, che ti è stata vicino, o ti ha rivelato qualcosa, o ti ha confortato? Hai mai pensato potesse trattarsi di un angelo?

» Sei mai stato un “angelo” per qualcuno? Hai mai aiutato chi era bisognoso di un messaggio rassicurante?

» Con chi “canterai” le lodi a Dio, come fecero gli angeli, in questa stagione natalizia?

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sabato 4 dicembre 2021

GIORNO 7 DI AVVENTO – IL VIAGGIO DEI MAGI

“In quel periodo alcuni magi arrivarono a Gerusalemme dall'Oriente e chiesero:  «Dovʼè il re dei Giudei appena nato? Abbiamo visto la sua stella nei lontani paesi dʼOriente e siamo venuti qui per adorarlo». … Ed ecco: la stella che avevano visto in oriente li precedeva finché non si fermò proprio sul luogo dovʼera il bambino, sopra Betlemme.  La loro gioia non conobbe limiti!  Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria, sʼinginocchiarono e lo adorarono. Poi presentarono i loro doni e glieli offrirono: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:1-2, 9-11 PV)

Immaginati di essere un astronomo/astrologo dell'anno sette Avanti Cristo che abita in Siria . Per tanti anni hai scrutato la volta celeste per capire cosa fossero quei puntini che riempiono la notte e come essi possano influire sulla vita di chi abita il pianeta terra; li hai raggruppati in costellazioni, gli hai dato nomi di fantasia a seconda della forma che vagamente accennano nella loro posizione relativa nel cielo.

Poi, una sera, appare una luce, mille volte più intensa di tutte le altre. Non sia cosa sia, o cosa l'abbia provocata. Guardi bene, e vedi che due stelle, Giove e Saturno (ricorda sei nel 7 AC, non sai la differenza tra una stella e un pianeta) si sono sovrapposte, generando quella luce così intensa. Corri sui tuoi libri, e scopri che Giove è la stella dei re, e Saturno quella di Israele: e tutti e due adesso sono nella costellazione dei Pesci, la porzione di cielo dove il Sole inizia la mattina il suo corso. E tra le tue conclusioni: Giove = re, Saturno = Israele, Pesci = l'inizio di qualcosa nuovo. Dunque: “In Israele è nato un nuovo re”.

I magi non erano credenti, e l'astrologia è pagana, e non sappiamo neppure se l'ipotesi che quella che per tradizione chiamiamo “la cometa di Natale” fosse davvero una congiunzione di due pianeti, ma Dio probabilmente si è servito di essa per svelare al mondo il suo piano. Forse lui stesso ha messo nei miti delle popolazioni limitrofe a Israele quella simbologia affinché, quando quei tre segni fossero venuti assieme, i magi li avessero visti  e avessero tentato di interpretarli. 

Sta di fatto che i Magi si muovono spinti non dalla fede, ma dalla curiosità, e forse dalla mira di ricavare un utile dall'aver portato dei doni così preziosi al nuovo re di Giuda. Ma giunti alla meta, si accorgono che colui che stavano cercando, non era nel palazzo del re, ma nella stalla di una stamberga popolare, assieme agli animali. Che il padre era un artigiano e non un principe, e la madre non era una regina, ma una adolescente vestita di panni e senza corona.

Avrebbero potuto pensare: “Ecco, ci siamo sbagliati, torniamocene a casa.”, riportando con loro quei doni costosissimi e appropriati per un re sul trono; ma invece, cosa fanno? Si inginocchiano e lo “adorano”, reputandolo degno di ricevere quei doni costosissimi degni di un vero re. Fatto questo, se ne tornano in Siria.

Dio è il dio dell'impossibile, ed è capace di sfruttare qualsiasi cosa per attirare su di se l'attenzione del mondo; persino le stelle nel cielo. Davide afferma: 

“Quando io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte che cos’è l’uomo perché tu lo ricordi?” (Salmo 8:3-4)

Sei pronto, sei pronta a  vedere Dio anche quando pensi “Qui Dio non c'entra”? Dio controlla l'intero Universo, e per lui è facile “usare” le situazioni che sembrano distanti mille miglia da qualcosa di “cristiano”. Può essere un sogno, una malattia, una guarigione, una crisi economica, qualcosa che ti “scuota”.

Perché Dio fa questo? Perché cerca degli adoratori. I magi dicono: “Siamo venuti qui per adorarlo.”

Se credi in lui, dovresti cercare di “vedere” quei segni, per poterlo ringraziare e adorare, ma anche per spiegare quei segni ad altri.

DOMANDE PER TE

» Hai mai assistito nella tua vita ad un evento inspiegabile secondo la tua logica umana ? Se si, cosa hai pensato?

» Quando qualcosa di positivo accade nella tua vita, senza che tu abbia fatto nulla, e ti coglie di sorpresa, cosa fai? Pensi alla tua fortuna, o a qualcosa di altro?

» Cosa fai quando scopri che ciò che stavi cercando da Dio è differente da quello che ti eri immaginato? Giri le spalle e te ne vai, o cadi in ginocchio e lo adori comunque? 

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venerdì 3 dicembre 2021

GIORNO 6 DI AVVENTO – LA NOTIZIA AI PASTORI

“Quando gli angeli se ne furono tornati di nuovo in cielo, i pastori cominciarono a dirsi lʼun lʼaltro: «Venite! Andiamo a Betlemme. Andiamo a vedere quello che è successo e che il Signore ci ha fatto sapere!»  Corsero al villaggio, e là trovarono Maria e Giuseppe. E cʼera il bambino che giaceva nella mangiatoia.  I pastori divulgarono ovunque lʼaccaduto e ciò che lʼangelo aveva detto del bambino; e tutti quelli che udivano la loro storia restavano meravigliati. ... I pastori, poi, ritornarono ai loro campi e alle loro greggi, lodando Dio per la visita degli angeli e perché avevano visto il bambino, proprio come lʼangelo aveva annunciato.” (Luca 2:15-18, 20 PV)

Immagina di essere su una spiaggia remota nel mezzo della notte. Camminando lungo la soffice e fresca sabbia della spiaggia, i tuoi occhi potrebbero aver bisogno di tempo per adattarsi al buio intorno a te. Niente lampioni, niente torce intorno. Ma poi guardi il cielo e rimani in soggezione, ipnotizzato dalla bellezza e chiarezza delle numerose stelle. Poiché non c'è luce artificiale che le affievolisca, queste stelle sembrano più luminose e più chiare di quelle che tu abbia mai visto.

A volte ci vuole l'oscurità totale per vedere la luce che già era intorno a noi per tutto il tempo. Ciò che era distante ora è sorprendentemente chiaro, visibile, reale.

Ora immagina i pastori in piedi nella totale tenebre la notte in cui l'angelo venne da loro. Probabilmente stavano sbadigliando, scrutando il buio orizzonte per eventuali predatori che avrebbero potuto attaccare le loro greggi. Anche i loro occhi si erano adattati all' oscurità con solo il cielo notturno come fonte di luce.

La Scrittura dice che quando apparve l'angelo, 

“la gloria del Signore li avvolse di luce” (Luca 2:9b, PV). 

Istantaneamente, i pastori furono terrorizzati;  tra gli angeli che cantavano e la luce folgorante della gloria di Dio, è comprensibile lo fossero. 

Di solito i pastori erano "reietti", venivano tenuti lontano dalla società perché sporchi, impuri, intoccabili;  ma ora erano improvvisamente sotto i riflettori. Qualcuno li aveva visti, anzi, li aveva cercati per consegnargli per primi l'annuncio di un evento unico nella storia dell'umanità.

Nessuno si sarebbe  mai aspettato che la notizia della nascita del Messia fosse venuta da loro o che Dio si sarebbe servito di pastori per dichiarare la venuta dell'Agnello di Dio. Egli ha parlato a tutta una serie di  persone improbabili: a una ragazza vergine ed umile, al suo fidanzato falegname, a dei pastori sporchi e rifiutati da tutti. 

Chi lo avrebbe mai detto che queste persone improbabili dovessero diventare i messaggeri di Gesù nei modi più inaspettati? Anni dopo furono ancora una volta le persone più improbabili ed ai margini della società a dare la notizia che Gesù era risorto; un gruppo di donne che, andate alla tomba, divennero i primi araldi dei cieli nuovamente aperti per chi avrebbe creduto. 

E' possibile che tu ti senta un improbabile candidato, o una improbabile candidata,  ma Dio può, e vuole usarti per testimoniare che il Salvatore è realmente arrivato in questo Natale! Egli può utilizzare chiunque voglia, persino te, per portare la luce che fenda il buio di un mondo stanco e oscuro, e porti pace e speranza a chi ti sta attorno!

DOMANDE PER TE

» Quando è stata l'ultima volta che tu ricevuto delle buone notizie? Chi ti ha dato la notizia? Gli hai creduto? Perché?

» Se tu fossi un cittadino ebreo di quei tempi, e avessi ricevuto la notizia della nascita di Gesù da un pastore, come avresti risposto?

» Dio usa persone improbabili per testimoniare il suo regno terra. Come pensi possa ti incoraggiarti questa realtà in questo periodo dell'anno?

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giovedì 2 dicembre 2021

GIORNO 5 DI AVVENTO – LA DECISIONE DI GIUSEPPE

“Giuseppe, il suo fidanzato, da uomo di giusti princìpi, decise di rompere il fidanzamento, di nascosto però, perché non voleva esporla a critiche infamanti.  Ma, mentre faceva questi progetti, gli apparve in sogno un angelo del Signore. «Giuseppe, discendente di Davide», disse lʼangelo, «non esitare a sposare Maria, perché il bambino che è dentro di lei è stato concepito dallo Spirito Santo.  Maria avrà un figlio al quale metterai nome Gesù (che significa Salvatore), perché è lui che salverà il suo popolo dai suoi peccati. ... Quando Giuseppe si svegliò, fece come lʼangelo gli aveva comandato e portò Maria a casa sua per sposarla.” (Matteo 1:19-21, 24 PV)

Giuseppe era un artigiano; faceva sedie e tavoli per chi poteva permetterseli,  non era ricco, ma neppure povero. Era un piccolo imprenditore locale, rispettato per il suo lavoro. Chissà come aveva conosciuto Maria, poco più di una bambina.  tradizione vuole lui fosse molto più grande di lei, ma in realtà non sappiamo di quanto. Era di certo innamorato, se le aveva promesso di sposarla. E magari stava già facendo la lista di invitati al banchetto nuziale.

Immaginati di essere Giuseppe per un momento; tu lavori, e mentre lavori stai pensando alla tua Maria, a quel giorno speciale dove diverrà tua moglie, al banchetto e agli inviti da fare, a quando potrai avere intimità assieme a lei. E ne sei innamorato, pazzamente innamorato.

Poi, un giorno, lei viene da te a bottega, e ti dice di essere incinta; e ti racconta pure una strana storia circa un angelo, lo Spirito Santo e il Figlio di Dio... e tutti i tuoi sogni crollano in un istante. Cosa fai? La tratti male, da sgualdrina? O le credi? E se le credi, la accetti comunque in sposa o la lasci? Ma se la lasci e poi lei ha un bambino, cosa dirà la gente? Sarà marchiata a vita... e tu la ami lo stesso... 

Dubbi, dubbi, dubbi! Poi, una notte, ti viene in sogno un angelo; che invece di parlare a un “falegname” ti ricorda che un tuo lontano parente è stato il re più grande che Giuda abbia mai avuto. E conferma parola per parola quello che Maria ti aveva già detto. Normalmente, gli angeli spaventano le persone così tanto da dire alle persone di non temere; tuttavia, l'angelo del Signore ti dice  di non aver paura di qualcosa di diverso: di prendere Maria come tua sposa. Cosa ne fai, adesso, dei tuoi “giusti principi” e dell'idea di lasciare segretamente Maria?

Non so cosa avremmo fatto io e te, in questa situazione... Ma guarda quella di Giuseppe! Si sveglia, e decide di seguire la direzione di Dio, anche a costo di  rischiare la sua stessa  reputazione e le relazioni con gli amici e la famiglia. Probabile corra da Maria per raccontargli del sogno... e per chiederle scusa, ed abbracciarla. Chi lo avrebbe mai fatto?

Quando ci guardiamo intorno, siamo tentati di pensare a tutto quello che rischiamo di perdere se seguiamo ciò che Dio ci dice di fare. E Giuseppe molto probabilmente aveva dubbi e domande; era umano averne. Ma le sue domande e i suoi dubbi lo riportarono alla verità che Dio ha il controllo delle nostre vite.  Le parole di Dio pronunciate tramite l'angelo erano l'unico motivo per cui Giuseppe era disposto a prendere un rischio così grande. 

Il piano di Dio non è cambiato, da quella lontana epoca. Lui continua a parlare ai suoi figli e alle sue figlie attraverso la Bibbia.  E le parole di Dio per te attraverso Le Scritture sono la ragione per cui puoi riuscire ad avere il  coraggio  di obbedirgli.

DOMANDE PER TE

» Definisci Giuseppe con un aggettivo? Giusto? Folle? Obbediente? Altro? Perché lo definisci così?

» Come può la risposta di Giuseppe al suo sogno insegnarti a fidarsi di Dio?

» Cosa è  che Dio ti sta suggerendo di fare ma che potrebbe essere rischioso per te e per la tua reputazione?

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mercoledì 1 dicembre 2021

GIORNO 4 DI AVVENTO – Il BALZO DI GIOVANNI

“Giovanni Battista, che in questo periodo si trovava in prigione, venne a sapere dei miracoli che il Messia stava compiendo, perciò mandò i suoi discepoli a chiedere a Gesù: «Sei davvero tu quello che stiamo aspettando, o dobbiamo restare in attesa?» «Tornate da Giovanni», rispose loro Gesù, «e riferitegli dei miracoli che mi avete visto compiere: i ciechi hanno recuperato la vista, gli zoppi ora camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi odono ed i morti risorgono; e riferitegli anche che il Vangelo è annunciato ai poveri. Poi dategli questo messaggio: “Beati coloro che non perdono la fede in me!”»”. (Matteo 11:7-10)

Il primo incontro con suo cugino Giovanni lo ebbe prima ancora di venire alla luce, mentre era ancora nel grembo di sua madre Elisabetta: Luca nel suo vangelo narra che quando Maria si avvicinò a lei, incinta di Gesù, 

“...il bambino le balzò nel grembo...”(Luca 1:41)

Ancor prima di nascere, in una maniera che non possiamo sapere, colui che sarebbe stato il primo testimone d Cristo fremeva per quell'incontro.

Giovanni non ebbe una vita facile: Matteo racconta che 

“ Giovanni portava un vestito fatto di pelo di cammello, trattenuto ai fianchi da una cintura di cuoio; il suo cibo era costituito da locuste e miele selvatico.” (Matteo 3:4).

Sembra quasi l'immagine di uno di quei senza tetto che talvolta vediamo passando accanto alle stazioni delle grandi città, ricoperti di stracci legati in vita da corde a mo' di cintura, che si addormentano tra i cartoni e mangiano ciò che hanno trovato rovistando nei cassonetti, non è vero?

Eppure, a questo singolare personaggio, Dio aveva dato il compito di essere l'araldo di Gesù. Ma quanto era difficile per lui credere che quel cugino, perso di vista da tempo, per il quale aveva tirato un calcione in pancia alla povera Elisabetta, fosse davvero il Messia, l'Unto, colui di cui i profeti avevano parlato per millenni?

Cosa avresti pensato tu, al suo posto? Avresti nutrito dubbi? Si, certo, sapevi di ciò che la gente diceva di lui, vedevi le persone che guariva, e ascoltavi ciò che insegnava... ma possibile? "Mio cugino? Lui il Cristo?"

Anche stavolta Dio/Gesù non sgrida l'incredulità di un suo figlio, ma gli chiede di “unire i punti”, come si fa in quei giochi sulla Settimana Enigmistica, per vedere comparire l'immagine completa: “I profeti hanno parlato di me nei secoli, dicendo ciò che sarebbe accaduto. Ora tutte quelle profezie accadono attraverso di me; chi credi mai possa io essere, cugino Giovanni?”

Chissà se Giovanni, come quella prima volta mentre nuotava ancora nel liquido amniotico,  ha balzato ancora nel ricevere quella risposta. Sta di fatto che  la sua testimonianza diverrà ancora più incisiva, tanto da affermare davanti alle folle, lui primo tra tutti: 

“Ecco lʼAgnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!” (Giovanni 1:29).

Talvolta abbiamo difficoltà a capire quello che Dio stia facendo nel mondo, nella nostra vita ed in quella degli altri; vediamo segni contrastanti... e non capiamo: “Sei davvero tu che stai agendo, Signore, o cosa?”. Non dobbiamo mai vergognarci di avere dubbi e domande, ma...

”...in ogni cosa rivolgetevi a Dio, chiedendogli ciò di cui avete bisogno, con la preghiera e la domanda, in ringraziamento.” (Filippesi 4:6).

E sarà il Signore stesso a risponderci, facendoci unire i punti fino a farci vedete l'immagine finale, o forse solo la porzione di immagine che ci è utile di conoscere in quel momento della nostra vita.

DOMANDE PER TE

» Quali dubbi hai in questo Natale? Ci sono spiegazioni che vorresti ottenere da Gesù?

» Quando è l'ultima volta che hai chiesto in modo diretto a Dio qualcosa?

» Dio parla attraverso la sua Parola: se chiedi, lui parla. La stai leggendo assiduamente? 

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martedì 30 novembre 2021

GIORNO 3 DI AVVENTO – I DUBBI DI ZACCARIA

“Lodato sia il Signore, Dio dʼIsraele, perché è venuto a visitare la sua gente e lʼha riscattata. Egli sta per mandarci un potente Salvatore dalla famiglia reale del suo servo Davide, proprio come promise tanto tempo fa per mezzo dei suoi santi profeti. Qualcuno che ci salverà dai nostri nemici e da tutti quelli che ci odiano. Il Signore è stato misericordioso verso i nostri antenati, verso lo stesso Abramo, ricordandosi del giuramento che gli fece, e dandoci la gioia di servirlo senza paura, liberi dai nostri nemici, resi santi e giusti; degni di stare alla sua presenza per sempre. E tu, piccolo figlio mio, sarai chiamato il profeta del Dio glorioso, perché preparerai la via per il Messia. Tu insegnerai al suo popolo come trovare la salvezza mediante il perdono dei suoi peccati. Tutto questo accadrà, perché la misericordia del nostro Dio è piena dʼamore. Egli farà levare su di noi la salvezza, come lʼaurora che risplende dallʼalto, per illuminare quelli che vivono nel buio profondo della morte; e ci guiderà verso la via che porta alla pace”. (Luca 1 68-79 PV)

Era stato tutto troppo per Zaccaria quel giorno. Era al tempio, adempiendo ai suoi doveri sacerdotali, quando gli apparve un angelo. Era "sorpreso e preso dalla paura" (Luca 1:12), come lo saresti tu! Quando l'angelo, Gabriele, disse a Zaccaria che sua moglie Elisabetta avrebbe avuto un figlio, fu più che difficile da credere. I loro giorni  quando avrebbero potuto avere un figlio erano ormai lontani.

Gabriele non fu davvero impressionato dall'incredulità di Zaccaria, e così Zaccaria si ritrovò incapace di parlare fino alla nascita del bambino. Seriamente, riesci a immaginare di stare zitto per così tanto tempo?

Ma alla fine, quando Elisabetta ebbe davvero il suo figlio, e fu presentato al tempio per essere circonciso secondo la legge, l'incredulo Zaccaria riebbe voce, per raccontare ciò che aveva visto e vissuto.

Zaccaria si pente di aver dubitato, e gli sovvengono in mente tutte le promesse fatte da Dio; a partire da quella di poter avere un figlio in tarda età; era già accaduto ad Abraamo e a Sara, e quel miracolo aveva reso possibile la promessa di Dio di avere una discendenza grande quanto le stelle del cielo.

Ma Zaccaria elenca anche gli effetti delle promesse di Dio; saremo in grado di servirlo senza più avere timore di chi è scettico o addirittura ci perseguita, saremo resi giusti e santi, potremo stare dinanzi a Lui, e sarà per sempre.

E tutto ciò, dice Zaccaria, accadrà attraverso il Salvatore, un re, che arriverà all'improvviso come l'alba arriva dopo una notte senza stelle e senza luna, come il sole che rischiara le vie che non potevamo vedere prima, come una guida che ci indicherà la strada giusta.

E Zaccaria, questa volta, non ha più dubbi: “Tutto questo accadrà” dice, perché sa che chi è in controllo del mondo è un Dio benevolo verso le sue creature.

Dio non ha punito Zaccaria per la sua incredulità; togliendogli la voce per un tempo ha voluto solo attirare la sua attenzione verso di Lui, fargli capire che è in controllo, è benevolo, e che mantiene ciò che promette.

DOMANDE PER TE

» Quali promesse Dio ti ha fatto in passato? In quale hai creduto? Quali sono state quelle più difficili da credere?

» In che modo stai servendo il tuo Signore? Con paura e timore di ciò che questo può comportare alla tua vita, o con la gioia di sapere che  sei dinanzi a Lui quando lo servi?

» Quale è stata la notte più buia nella tua vita? In che modo hai cercato la luce del Salvatore?

» Ci sono state volte in cui Dio ti ha ripreso per la tua incredulità? Come? E cosa hai fatto dopo?

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lunedì 29 novembre 2021

GIORNO 2 DI AVVENTO - LA FEDE DI ELISABETTA

“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda, ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta.  Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel grembo; ed Elisabetta fu piena di Spirito Santo, e ad alta voce esclamò: «Benedetta sei tu fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno! Come mai mi è dato che la madre del mio Signore venga da me? Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, per la gioia il bambino mi è balzato nel grembo. Beata è colei che ha creduto che quanto le è stato detto da parte del Signore avrà compimento».” (Luca 1:39-45)

Maria ha solo14 anni e porta in grembo Gesù. Non si aspettava di essere incinta proprio ora. Non è ancora sposata e non è stata con Giuseppe in quel modo.

Elisabetta ha forse tra la fine di quaranta  e l'inizio di cinquanta anni. Aveva messo da parte ogni speranza di avere un figlio. Ora sta portando in grembo Giovanni il Battista. Le due donne si abbracciano e si baciano... e mentre lo fanno, le loro due pance si scontrano...

Durante l'abbraccio Elisabetta prorompe con le parole che conosciamo così bene: “Benedetta sei tu fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno!” E mentre le donne si scambiano parole, anche le loro pance sembrano prendere vita. Già allora Giovanni Battista, ci viene detto, sussulta nel grembo di sua madre in un saluto a Gesù.

È un incontro straordinario e ciò che lo sottolinea è la pura gioia dell'incontro. Elisabetta non si aspettava di essere incinta. C'è una tale gratitudine qui. Una tale gioia. Una tale aspettativa. Una tale speranza.

Neppure Maria si aspettava di essere incita. Lei, ancora adolescente, promessa sposa, aveva tutta una vita davanti per avere figli... e ora, invece, si trovava costretta a veicolare nel mondo un figlio... che è anche colui che ha agito, assieme al Padre ed allo Spirito Santo, nella Creazione; Dante Alighieri sintetizzerà questo miracolo nel primo versetto del trentatreesimo Canto del Paradiso chiamandola “Vergine madre, figlia del tuo figlio.”

La nascita di un bambino, soprattutto quando non prevista ma desiderata, porta gratitudine, gioia, calore, eccitazione e promessa; ma cosa accade quando un figlio non è né atteso né cercato, né voluto?

Eppure la scena è un concentrato di gioia prorompente. Elisabetta fa parte della famiglia di Maria; avranno tutti quanti reagito come lei, quando il ventre di Maria ha cominciato a gonfiarsi, prima di essere sposata a Giuseppe?

Eppure Elisabetta gioisce: non si ferma all'apparenza, ma sprofonda nella fede. Lei crede ai miracoli: quello stesso angelo che aveva annunciato alla sua parente la nascita di Gesù, qualche tempo prima aveva fatto un usato anche da suo marito Zaccharia, e gli aveva detto: 

“Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita; tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio, e tu gli porrai nome Giovanni.” (Luca 1:13) . 

Ma Zaccaria non aveva creduto... fino a quando la pancia di sua moglie non aveva cominciato a crescere. Per quel suo “difetto” di fede, Zaccaria era rimasto muto fino alla nascita di Giovanni; se fosse stato lì in casa, e avesse anche lui voluto celebrare l'arrivo di Gesù  attraverso quella parente acquisita, non avrebbe potuto.

Talvolta Dio testa la nostra fede; ci mette di fronte a cose in cui credere sembra follia, e la parola “impossibile” è quella che gira per la testa. E quando quella prevale, è allora che perdiamo la voce.

La voce con cui, se fossimo stati capaci di credere che Dio è un dio dell'impossibile, avremmo celebrato i suoi miracoli. Riavremo la nostra voce... ma dopo. Non saremo puniti da Dio per la nostra mancanza di fede: Gesù traendo Pietro nella barca mentre stava annegando dopo aver camminato sull'acqua, non lo sgridò, ma semplicemente gli sussurrò :

”Uomo di poca fede, perché hai dubitato?” (Matteo 14:31)

Quale miracolo impossibile Dio ti mette davanti? Qualcosa che riguarda la tua vita familiare? La tua salute o quella di un tuo caro? Il tuo lavoro. Dio è un dio dell'impossibile;  e sa spesso stupirti andando oltre ciò che la tua mente umana può appena immaginare. Quando e se avverrà il miracolo, e tu avrai dubitato, non potrai celebrarlo a tutta voce come fece Elisabetta. 

Ma se avrai creduto che l'impossibile può diventare possibile attraverso Dio, allora potrai gridare a tutta voce le parole di Elisabetta: Beata è colei che ha creduto che quanto le è stato detto da parte del Signore avrà compimento».

E non ti serve una fede “super”, basta una fede: 

“Se avete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: “Passa da qui a là”, e passerà; e niente vi sarà impossibile.” (Matteo 17:20)

DOMANDE PER TE


» Quale miracolo vorresti vedere accadere nella tua vita?

» Hai una fede grande quanto un minuto seme di senape?

» Sei pronto, sei pronta ad accettare in questo Natale che Dio opera anche nel campo dell'impossibile?


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