martedì 18 aprile 2017

Amate lo straniero: il "progetto migranti" della nostra chiesa

Nelle ultime settimane la nostra chiesa ha  avviato un progetto rivolto ad accogliere i migranti presenti sul territorio della nostra cittadina per dare loro sostegno spirituale.

Il progetto va di pari passo con il "Progetto LIS" per i sordi (di cui abbiamo parlato più ampiamente in precedenza) e fa parte di un progetto più grande chiamato "Testimoniare Cristo Oltre" (oltre le mura delle nostre chiese, oltre la nostra zona di "sicurezza", oltre quello che già facciamo... oltre).


Attualmente sul territorio di Montefiascone  esistono differenti strutture di accoglienza dove sono ospitati svariati migranti e richiedenti asilo; molti di loro non parlano italiano, ma esclusivamente le loro lingue di provenienza (principalmente inglese e francese). Svariati sono gli evangelici che trovano difficile frequentare le chiese "etniche" presenti a Viterbo a causa della distanza e della loro impossibilità di spostarsi liberamente, non avendo mezzi propri o denaro per i mezzi pubblici.

La nostra chiesa è già di per se una dimostrazione di integrazione tra differenti etnie, avendo in se membri provenienti da Nigeria, Angola, Etiopia, Romania, Gran Bretagna, Stati Uniti, e (ovviamente) Italia. E' per questo che ci siamo sentiti in dovere, al di là di quello che saranno gli esiti delle richieste di asilo dei migranti davanti allo Stato Italiano, di offrire loro un sostegno spirituale, così come è scritto in Deuteronomio: "Amate dunque lo straniero, poiché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto." (Deut. 10:19)

Di comune accordo con i responsabili del  Gruppo INTERcasa GEA Onlus ci siamo recati centro di accoglienza da loro gestito in Via Malatesta a Montefiascone, per ascoltare un poco le storie dei migranti e per farci conoscere da loro: "A loro piace cantare pregando!" ci ha detto una delle responsabili della struttura.

Molti sono stati i ragazzi che hanno accolto l'invito a partecipare al nostro culto domenicale; la comunità li ha accolti con gioia, provvedendo anche la traduzione in inglese sia della predicazione che dei versetti utilizzati in essa.

Il progetto è solo all'inizio, e non sappiamo attualmente dove ci condurrà; le esigenze dei migranti (tutti uomini giovani provenienti principalmente dalla Nigeria e dal Mali) non sono quelle strettamente umanitarie (per quelle se ne occupa in maniera egregia il Gruppo INTERcasa), ma quelle di trovare uno spazio dove potersi aggregare in base alla propria fede in Cristo, pregare e lodare il Signore assieme ad altri credenti.

Il nostro intento è quello di provvedere loro tale spazio, di curarli e nutrirli spiritualmente, ma anche di equipaggiarli affinché possano essere loro stessi testimoni di Cristo tra gli altri migranti.

Ricordiamo sempre che spetta a noi come credenti, con l'aiuto del Signore, di praticare l'accoglienza; amare non è un sentimento, ma una azione.

"Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste... In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, lo avete fatto a me”. " (Matteo 25:35, 40b)


Marco

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